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Rischio grandi dighe

Per rischio grandi dighe si intende la probabilità di subire conseguenze dannose a persone, beni materiali e attività economiche nelle zone a valle delle dighe, a seguito del verificarsi di eventi di piena con portate notevoli originati da manovre sugli organi di scarico, o dovuti al collasso dell'opera di ritenuta.

A quanto risulta dal Documento di Protezione Civile ricevuto dalla Prefettura in data 01/04/2015, datato 28/02/2011, la diga dell'impianto di Pappadai è stata ultimata ed è in corso la fase degli invasi sperimentali. Al termine di tale fase, con esito positivo dei controlli e delle verifiche, sarà autorizzato l'esercizio normale dell'invaso.
Non sono noti eventi di instabilità pregressa relativi agli scenari in oggetto.

Come già accennato, il rischio grandi dighe per il territorio comunale di Taranto riguarda l'area a valle della diga di Pappadai, e consiste nell’eventualità di verificarsi di eventi di piena con portate notevoli originati da manovre sugli organi di scarico, o dovuti al collasso dell'opera di ritenuta.
Per quanto concerne gli eventi originati da manovre sugli scarichi, poiché le portate previste dalle analisi condotte sono contenute all'interno dell'alveo del canale Marullo e poi dal canale d'Aiedda, non vi sono particolari condizioni di pericolosità e di conseguente rischio, tranne che per le persone che si dovessero trovare nel canale o nelle immediate vicinanze durante il transito della piena.
Per quanto riguarda invece gli eventi di piena dovuti al collasso dell'opera di ritenuta, le portate previste dalle analisi sono molto maggiori, e ciò comporta:

  • velocità di deflusso elevate, e tempi di propagazione molto ridotti;
  • un pericolo di vita per la popolazione nelle aree a rischio, che è tanto maggiore quanto minore è la distanza dall'opera di ritenuta;
  • i beni storici e artistici, gli insediamenti abitativi e produttivi, sono soggetti a seri danni strutturali fino anche al crollo per quelli direttamente investiti dall’acqua;
  • può risultare impedita la distribuzione dei servizi essenziali quali energia elettrica, metano e acqua potabile;
  • possono risultare compromesse le attività socio-economiche nei territori interessati dall'onda.

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