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Rischio idraulico

Per rischio idraulico si intende la probabilità di subire conseguenze dannose a persone, animali, beni materiali e attività economiche in seguito al verificarsi dell’esondazione di un corso d’acqua. Tale fenomeno si verifica generalmente in due modalità:

  1. per tracimazione, quando gli argini del corso d’acqua non sono in grado di contenere l’onda di piena in arrivo;
  2. per rottura arginale, quando si verifica un cedimento più o meno esteso del corpo arginale, in concomitanza al verificarsi di un evento di piena.

La zona territoriale investita dalla massa d’acqua viene definita “area alluvionata”.
Nei territori di pianura l’evolversi dei fenomeni idraulici avviene con una lentezza tale da permettere la previsione con sufficiente anticipo dall’arrivo dell’onda di piena in una determinata sezione di controllo del corso d’acqua, e quindi di stabilire se si possa verificare o meno il sormonto arginale. Effetti di tipo impulsivo, caratterizzati quindi da una notevole energia, si manifestano solo nel caso di cedimenti arginali; anche in questi casi si hanno spesso dei segnali premonitori dell’evento negativo, quale ad esempio l’insorgere di fontanazzi.
Oltre ad una differente modalità di manifestazione, le due tipologie di esondazione
provocano differenti danni sull’area alluvionata; infatti, mentre nel caso di sormonto arginale, il volume d’acqua investe il territorio con un’energia modesta, generalmente non distruttiva nei confronti degli edifici interessati dall’evento, nel caso di rottura arginale sia i volumi d’acqua effluenti dalla rotta sia l’energia con cui viene investita l’area adiacente al punto di rotta, sono notevolmente maggiori e quindi maggiori saranno i danni subiti.
Il rischio idraulico dipende essenzialmente da due fattori:

  • dall’intensità dell’evento meteorico, legata a sua volta al periodo di ritorno; in particolare, gli eventi di maggiore intensità sono quelli relativi a precipitazioni infraorarie e, a parità di durata di precipitazione, a periodi di ritorno più elevati
  • dal grado di vulnerabilità della area alluvionata o allagata, a sua volta legata al grado di antropizzazione

L’intera area pugliese, appare caratterizzata dalla sostanziale carenza di idrografia superficiale attiva: infatti, ad esclusione delle “gravine” e di altre incisioni di minore entità (“lame”), mancano delle precise direttrici superficiali di deflusso. In quelle zone dove vi sono affioramenti di calcari mesozoici lo scorrimento superficiale risulta minimo ed avviene solo in concomitanza di eventi meteorici rilevanti; pertanto le incisioni ivi presenti (denominate gravine) hanno carattere torrentizio. Infatti, di norma asciutte, solo in occasione di eventi piovosi di notevole entità tali incisioni partecipano al drenaggio delle acque meteoriche, con portate talora cospicue. Presentano alvei profondi delimitati da pareti subverticali.

Nella tabella seguente sono riportate le caratteristiche idrologiche con l'individuazione dei corsi d'acqua che interessano il territorio comunale:

Caratteristiche idrologiche
Corsi d'acqua principali Fiume Tara
Gravina Gennarini
Canale Stonara
Fosso della Felicia
Gravina di Mazzaracchio
Fiume Galeso
Canale Ingegna
Canale Visciolo
Canale Levrano d'Aquino
Canale Aiedda
Corsi d'acqua secondari Fosso Rubafemmina
Torrente San Pietro
Torrente Cervaro
Canale Marullo
Canale Ostone
Canale dei Gronci
Canale dei Cupi
Idrografia superficiale

I corsi d'acqua presenti nel territorio del comune di Taranto e zone limitrofe presentano le caratteristiche tipiche di quelli dell'intero territorio della regione pugliese, con un reticolo superficiale poco sviluppato, a regime prevalentemente torrentizio, caratterizzato da magre estive e piene autunnali-invernali. Nelle zone settentrionali scorrono in valli strette ed incise, e frequenti sono i tratti a deflusso sotterraneo in condotti carsici molto sviluppati ed articolati.

Nella figura seguente è riportata la Pericolosità Idraulica insistente sul territorio comunale:

Stralcio scenari rischi e pericolosità idrauliche sul territorio comunale.

Nella tabella seguente sono elencate le località potenzialmente soggette ad eventi di tipo idraulico, così come risulta dalla mappatura del Piano di Assetto Idrogeologico dell'Autorità di Bacino della Puglia, integrata dai dati reperiti presso altre fonti (Piano di Protezione Civile provinciale, studi e documenti pianificatori a livello comunale, etc.). Per ciascuna delle zone è indicato anche il grado di pericolosità dei fenomeni attesi:

Mappa della pericolosità idraulica
Zone interessate  Pericolosità Note

Zona occidentale del territorio comunale (Contrada Pantano, Lido Azzurro, Foce del Tara

Da bassa a elevata Fenomeni alluvionali collegati alle criticità nel tratto terminale del Fiume Tara - Canale Stornara - Gravina Gennarini

Zona Distripark, zona piccole imprese, zona a nord del Molo Polisettoriale, zona Scolo Fiumetto

Da bassa a elevata Fenomeni alluvionali collegati alle criticità nel tratto terminale del Fiume Tara - Canale Stornara - Gravina Gennarini

Zona al confine con Statte, a nord del rilevato della ferrovia per Bari

Da bassa a elevata Fenomeni alluvionali collegati alle criticità nel tratto terminale del Fiume Tara - Canale Stornara - Gravina Gennarini
Zona nei pressi della portineria C (nord) dell'ILVA Da bassa a elevata Zona soggetta ad allagamenti e ristagni periodici
Zona della Salina Grande Elevata Zona di bonifica, tuttavia soggetta spesso a deflusso difficoltoso e a frequenti ristagni
Zona orientale al confine con Faggiano (tra Pulsano e la zona industriale di San Giorgio Ionico) Da bassa a elevata Corso d'acqua episodico affluente di sinistra del Canale d'Aiedda, soggetto a criticità idraulica
Zona all'estremo nordorientale del territorio comunale e zona appartenente alla piccola isola amministrativa al confine con Grottaglie, lungo il Canale Gronci - Genzano - Sessolo Da bassa a elevata Corso d'acqua soggetto a criticità idraulica
Zona al confine settentrionale con Montemesola, lungo il Canale Levrano d'Aquino Da bassa a elevata Corso d'acqua soggetto a criticità idraulica
Zona al confine settentrionale con Montemesola, lungo il Canale Levrano d'Aquino Elevata Corso d'acqua soggetto a criticità idraulica
Zona del Canale Marullo Da bassa a elevata Corso d'acqua soggetto a criticità idraulica

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