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Rischio idrogeologico

Per rischio idrogeologico si intende la probabilità di subire conseguenze dannose a persone, beni, attività agricole ed economiche e animali, in seguito al manifestarsi di fenomeni franosi dei versanti. A causa della conformazione geologica del nostro Paese, le frane sono molto frequenti e spesso possono essere associate ad altri tipi di eventi calamitosi, quali terremoti, alluvioni, incendi, ecc.
Quando si parla di fenomeni franosi occorre distinguere tra fattori predisponenti i dissesti, e cause innescanti i dissesti. Per fattori predisponenti, si intendono tutte quelle caratteristiche tipiche del terreno che possono renderlo più o meno sensibile alla formazione di un movimento franoso; tali caratteristiche riguardano la costituzione litologica, l’acclività dei versanti, le condizioni di drenaggio, la giacitura degli strati, il grado di fratturazione, l’uso del suolo. Per cause innescanti si intendono invece quei fattori esterni che comportano la rottura dello stato di equilibrio dei versanti causandone, conseguentemente, lo smottamento; si distinguono in cause naturali, tipicamente collegate agli eventi meteorologici, e cause antropiche, quali disboscamenti, attività estrattive, insediamenti, costruzioni di strade, opere che favoriscono l’infiltrazione di acqua.
Il rischio idrogeologico è collocabile nella categoria dei rischi prevedibili, in quanto caratterizzato da manifestazioni antecedenti l’evento critico che denotano più o meno marcatamente una situazione di dissesto. Tali segni precursori sono:

  • Nelle frane per scorrimento: fessurazioni nel terreno, effetti di spinta sulle opere murarie, deformazioni delle sedi stradali, rottura di condutture, inclinazioni di pali, disallineamento di filari di piante, formazione di avvallamenti, comparsa o scomparsa di sorgenti, intorbidimento delle acque.
  • Nelle frane per colata: deformazioni e rigonfiamenti nei terreni, inclinazione e
    spostamento di alberi, filari di piante e muri di sostegno.
  • Nelle frane per crollo: rombi e rumori di rottura, vibrazioni, caduta di piccoli frammenti lapidei, formazione di fratture, allargamento di fratture esistenti, fessurazione nei suoli di copertura della roccia.

Nel Piano Stralcio di Assetto Idrogeologico (PAI) redatto dall'Autorità di Bacino della Puglia non risultano per il territorio comunale di Taranto zone a pericolosità da frana.
Nel Progetto IFFI, che è l'Inventario dei Fenomeni Franosi in Italia, curato dalle Regioni e da ISPRA, non risultano frane censite per il territorio di Taranto.
Esiste qualche informazione a livello di studi locali che riporta notizie di frane o fenomeni erosivi di piccola entità che, a parte rari casi, non hanno fatto rilevare danni gravi.
Tuttavia, data la natura fortemente carsica dei terreni presenti nel territorio comunale, esiste il fenomeno degli sprofondamenti di cavità sotterranee, con apertura di voragini e danni a viabilità ed edifici.
Un aspetto particolare legato alla fascia di territorio compresa tra la zona dell'ILVA ed il Mar Piccolo consiste nell'eventualità di sprofondamenti di terreno dovuti alla presenza, a scarsa profondità dal piano campagna, di condotte idriche scavate negli anni per l'approvvigionamento d'acqua per il funzionamento dello stabilimento.
Attualmente è in fase di acquisizione una serie di informazioni dettagliate in merito, che una volta reperite consentiranno di formulare valutazioni più circostanziate.

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