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Rischio incendio di interfaccia

Come è noto, il progressivo abbandono delle campagne, con un notevole aumento della vegetazione incolta, atti di vandalismo e cause specifiche che variano notevolmente da territorio a territorio, la bruciatura di rifiuti in discariche abusive, nonché incendi accesi accidentalmente da mozziconi di sigarette gettati incautamente da autovetture o da treni,  rappresentano spesso le cause principali degli incendi boschivi.

Gli incendi tipici delle nostre zone possono dividersi in tre tipologie:

  • Incendi di superficie, ovvero quando brucia la bassa vegetazione o la copertura morta. Sono incedi che si sviluppano in zone ricoperte di erba secca o in fustaie di latifoglie e sono particolarmente subdoli, dal momento che il fuoco, non visto, può insinuarsi sotto lo spesso strato di manto vegetale propagandosi alle chiome.
  • Incendi di corona, ovvero quando bruciano le chiome degli alberi. Questi incendi si propagano rapidamente proprio perché interessano le chiome degli alberi caratterizzate da un modesto tasso di umidità e quindi molto infiammabili.
  • Incendi sotterranei, ovvero quando brucia il materiale organico decomposto e localizzato profondamente.

Nella figura seguente è rappresentata graficamente (fonte PPTR Regione Puglia) la distribuzione geografica delle aree boscate, degli arbusteti e cespuglieti nonchè di prati e pascoli naturali del territorio tarantino:

Rappresentazione grafica dell'Arco Ionico Tarantino (fonte PPTR Puglia)

La Provincia di Taranto ha registrato, fra il 2000 ed il 2003, 259 incendi che hanno prevalentemente colpito superfici boscate. In particolare l’anno peggiore è stato il 2000 con 89 incendi e 1.769,73 ha di bosco percorsi da incendi. La perimetrazione delle aree percorse dal fuoco nel periodo 2000-2003, realizzata dal Corpo Forestale dello Stato, ci mostra immediatamente come le aree maggiormente colpite dal fenomeno incendi siano localizzate nella fascia centro-occidentale della provincia soprattutto nei territori comunali di Massafra, Cristiano, Mottola e Statte.
La Legge Quadro in materia di Incendi Boschivi n. 353 del 2000 introduce una serie di prescrizioni per la lotta agli incendi boschivi ed in particolare nell’articolo 10 (Divieti, prescrizioni, sanzioni) stabilisce che le aree boscate ed i pascoli percorsi dal fuoco non possano avere una destinazione diversa per almeno 15 anni. La legge comunque consente la realizzazione di opere pubbliche necessarie alla pubblica incolumità. È inoltre vietata per dieci anni, sui predetti soprassuoli, la realizzazione di edifici nonché di strutture e infrastrutture finalizzate ad insediamenti civili ed attività produttive, fatti salvi i casi in cui per detta realizzazione sia stata già rilasciata, in data precedente l'incendio e sulla base degli strumenti urbanistici vigenti a tale data, la relativa autorizzazione o concessione. Sono inoltre vietate per cinque anni, sui predetti soprassuoli, le attività di rimboschimento e di ingegneria ambientale sostenute con risorse finanziarie pubbliche, salvo specifica autorizzazione concessa dal Ministro dell'ambiente, per le aree naturali protette statali, o dalla regione competente, negli altri casi, per documentate situazioni di dissesto idrogeologico e nelle situazioni in cui sia urgente un intervento per la tutela di particolari valori ambientali e paesaggistici. Sono altresì vietati per dieci anni, limitatamente ai soprassuoli delle zone boscate percorsi dal fuoco, il pascolo e la caccia.

Interventi spegnimento incendi nell'anno 2014 suddivisi per provincia.

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