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TARANTO ENERGIA Srl

Vedi anche: Informazione alla popolazione

Taranto Energia Srl

La Centrale si colloca all'interno dell'area industriale localizzata a nord della città di Taranto laddove sono dislocate numerose attività produttive fra le quali la più importante è quella relativa allo stabilimento siderurgico ILVA. La superficie impegnata dallo stabilimento (ca. 105.000 m2) è classificata industriale dal locale P.R.G.; la zona circostante è totalmente interessata dagli impianti della Società ILV A da cui provengono i gas dì alimentazione della Centrale e non comprende insediamenti di tipo abitativo nelle immediate adiacenze (gli edifici civili più vicini si trovano a ca. 2 km). L'attività svolta nello stabilimento è basata sostanzialmente sull'utilizzazione di gas siderurgici a basso potere calorifico prodotti dagli altoforni, cokerie ed acciaierie del centro siderurgico ILVA, sulla loro miscelazione con gas naturale (per incrementare il potere calorifìco) e sulla successiva combustione della miscela ottenuta per la produzione di energia elettrica e vapore. Lo stabilimento esercisce due differenti centrali con potenzialità nominale rispettivamente di 480 MW (CET 2) e 540 MW (CET 3).In CET 2 il processo di produzione di energia elettrica e vapore si articola secondo un ciclo con caldaia convenzionale. In CET 3 il processo di produzione di energia elettrica e vapore si articola, sinteticamente, secondo le seguenti fasi:

  • Decatramazione del gas coke ed elettrofiltrazione del gas DI ACCIAIERIA:
  • Miscelazione dei gas;
  • Filtrazione elettrostatica della miscela gassosa;
  • Compressione:
  • Combustione in ciclo combinato (turbogas caldaia a recupero).

La tecnologia sopra descritta consente di ottenere contemporaneamente due risultati:

  • Risanamento ambientale (dovuto al trattamento termico di distruzione dei gas inquinanti effluenti dal centro siderurgico).

  • Risparmio energetico (dovuto alla trasformazione di gas di scarto in energia elettrica).

La Centrale è costituita da due impianti principali, il CET 2 e il CET 3, a loro volta costituiti da tre gruppi identici.

L'attività è classificata a rischio di incidente rilevante ai sensi del D.Lgs. 105/2015 di soglia inferiore, in quanto sono presenti sostanze pericolose in quantità uguali o superiori a quelle della colonna 2 dell’allegato I al Decreto, ma comunque inferiori alle quantità della colonna 3.

Adempimenti previsti:

  • inviare una “notifica”, vale a dire una serie di precise informazioni sulle caratteristiche dello stabilimento, sulle sostanze pericolose presenti al suo interno e sui possibili scenari incidentali, al Ministero dell’Ambiente, alla Regione, alla Provincia, al Comune, al Prefetto, al Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco competente per territorio e al Comitato Tecnico Regionale, utilizzando il modulo dell'Allegato 5 del D.Lgs. 105/2015;
  • predisporre un documento che definisca la propria politica di prevenzione degli incidenti rilevanti che comprenda anche il programma di attuazione del sistema di gestione della sicurezza;
  • attuare il sistema di gestione della sicurezza.

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