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Rischio mareggiate

Per rischio mareggiate si intende la probabilità di subire conseguenze dannose a
persone, beni materiali e attività economiche, a seguito del verificarsi di eventi di
mareggiata con ingressione marina nelle zone costiere.
Le condizioni predisponenti tali fenomeni sono:

  • Condizioni atmosferiche fortemente perturbate
  • Raffiche di vento molto intense
  • Mare molto mosso o agitato
  • Eventuale aggravamento dovuto alla concomitanza con l'alta marea
  • Trattandosi di una tipologia di evento prevedibile, vi è la possibilità di sfruttare
    l'osservazione dei seguenti precursori d'evento:

    • Peggioramento delle condizioni atmosferiche
    • Bollettini di previsione di mare mosso

Il territorio comunale di Taranto, come più sopra accennato, pur non essendo potenzialmente soggetto a terremoti di forte magnitudo (è classificato in zona sismica 3, con accelerazioni attese massime del suolo comprese tra 0,050 e 0,125 g circa) può essere interessato lungo il litorale da onde di tsunami originate da terremoti aventi epicentro in zone molto più soggette al rischio sismico, come la Calabria o il Canale d'Otranto-Isole greche: in tali aree in passato si sono verificati numerosi terremoti di elevata magnitudo, e per alcuni di essi è stata documentata nelle fonti storiche e cronachistiche la propagazione di fenomeni di tsunami con interessamento delle coste tarantine. Tali eventi sono stati confermati da numerosi studi e pubblicazioni scientifiche condotte di recente dall'Università di Bari, nei quali sono stati presi in considerazione gli effetti indotti sulle coste pugliesi. I più disastrosi eventi di tsunami documentati sono i seguenti:

  • 05/12/1456, per il quale nel catalogo macrosismico dei terremoti italiani risulta come area dei maggiori effetti il Molise; vi sono notizie e cronache dell'epoca che riportano di una grossa ondata che provocò distruzioni e danni nella zona di Taranto ed in particolare su alcuni villaggi delle Isole Cheradi
  • 20/02/1743. L'area dei maggiori effetti per questo terremoto risulta nelle località della Puglia meridionale e l'epicentro è stato ipotizzato nella zona del Basso Ionio ad una cinquantina di chilometridalla costa nel Canale d'Otranto. In occasione di tale scossa sismica, che provocò il crollo di numerosi edifici in tutta la Puglia ed in particolare a Nardò, dove vi furono numerosi morti, si generò uno tsunami di forte intensità, che interessò anche il litorale tra Taranto e Gallipoli
  • 25/04/1836. In tale data si è verificato un forte terremoto nella zona della Calabria settentrionale, che generò un forte maremoto di intensità 4 (scala Sieberg-Ambraseys), per il quale furono provocati danni ingenti, soprattutto nella zona di Rossano Calabro, e con buona probabilità, anche se in merito non sono state reperite notizie precise, alcuni effetti si ebbero anche sulle coste pugliesi.

Le zone maggiormente soggette a forti eventi di mareggiata con onde alte, data la provenienza statistica delle onde, come sopra riportato, sono quelle esposte verso sud. Tuttavia tutto il litorale del territorio comunale di Taranto, da Lido Azzurro a Torretta Mare è potenzialmente esposto alle mareggiate, ad esclusione del Mar Piccolo, che essendo un mare interno è meno esposto a tali fenomeni.
La pericolosità degli eventi di mareggiata per il litorale tarantino è da considerarsi da elevata a molto elevata.
Gli aventi maggiormente pericolosi sono quelli che accadono in concomitanza con la fase di alta marea, durante la quale a parità di altezza d'onda nelle zone di costa bassa sabbiosa possono essere interessate dall'ingressione marina fasce anche molto più ampie di litorale.
L'escursione media giornaliera della marea nella zona di Taranto (dati mareografo ISPRA situato sul molo S. Eligio), è dell'ordine di circa 30 centimetri.

Per quanto riguarda la pericolosità da tsunami, tutto il litorale del territorio comunale è potenzialmente soggetto a tale fenomeno, in quanto si tratta di eventi che si innescano a distanze relativamente elevate, e i loro effetti si propagano su un'ampia fascia costiera.

Nella tabella seguente sono descritti i beni potenzialmente potenzialmente esposti a rischio per le zone costiere, suddivisi per tipologia: popolazione, viabilità, strutture:

Principali esposti al rischio mareggiate
POPOLAZIONE
  • Popolazione presente lungo il litorale, nelle zone portuali e nelle imbarcazioni
VIABILITA'
  • SP122 in zona Torretta Mare
  • Viabilità costiera, in particolare lungo i tratti di costa bassa e sabbiosa
EDIFICI E STRUTTURE STRATEGICHE
  • Strutture della Marina Militare
  • Strutture della sede portuale della Guardia di Finanza
BENI MONUMENTALI E AMBIENTALI
  • Città Vecchia: edifici storici che si affacciano sul lato sud verso il Mar Grande (Corso V. Emanuele II) e Castello Aragonese
STRUTTURE DI ADDENSAMENTO TEMPORANEO O STAGIONALE
Stabilimenti balneari costieri nelle zone:

  • Lido Azzurro
  • Praia a Mare
  • San Vito
  • Lido Bruno
  • Lama
  • Carelli
  • Torretta Mare
MOLTIPLICATORI DI RISCHIO
  • Imbarcazioni, magazzini e depositi costieri con materiale inquinante
  • Pontile e campo boe della raffineria ENI
INFRASTRUTTURE DI SERVIZIO
  • Zona portuale
  • Moli e porticcioli da diporto

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